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FREE FUNDRAISING! Appello speciale 2012

2012…sono convinto che sia giunto il momento di lanciare un segnale importante per liberare il mondo del fundraising italiano dai poteri occulti…

Una campagna medatica, di sensibilizzazione e di pressione, che liberi le energie, le potenzialità, gli strumenti di fundraising da vecchi veti, leggi obsolete, regolamenti incomprensibili, policy inapplicate, giungle interpretative e misteri occulti paranormali. Insomma…. FREE FUNDRAISING!

IL 5 X 1000 DI NUOVO A 400 MILIONI! (si spera…)

Alla fine le proteste del terzo settore hanno  (quasi) portato i risultati sperati: oggi al senato è stato approvato un ordine del giorno che impegna il governo a ripristinare il fondo destinato al 5 x1000 a 400 milioni di euro, dopo che era stato portato a 100 milioni dal ministro Tremonti.

Il provvedimento entrerà (dovrebbe entrare) nel decreto “milleproroghe” di fine anno, quindi…bisogna vigilare con ancora più forza per non perdere l’ultimo treno per ridare al 5 per mille le risorse che gli spettano!

Saranno soddisfatti gli oltre 15 milioni di italiani che hanno scelto di destinare il 5 x 1000 ad oltre 30.ooo organizzazioni non profit italiane.

Tagliare e ottimizzare è giusto, ma farlo su un settore nevralgico e indispensabile per il futuro del Paese (welfare, cultura, competitività…) era una follia assoluta, considerando quanti sono gli sprechi ancora da attaccare nel settore pubblico….

Ecco qui il link del Sole 24 ore per tutti i dettagli http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-12-07/serata-voto-finale-finanziaria-163206.shtml?uuid=AYTfmqpC#continue

Complimenti a Vita www.vita.it/news/view/108742, a www.iononcisto.org/ e a tutti quelli che si stanno impegnando per questa battaglia di civiltà. E sono sicuro che non sarà l’ultima…

STATO, SOCIETA’ CIVILE E FUNDRAISING il futuro passa da qui

Nelle società contemporanee tutti noi siamo interdipendenti e facciamo parte di un sistema complesso di relazioni economiche, politiche e sociali. Viviamo all’interno di uno Stato, siamo membri di una comunità costituita dalla società civile, dalle famiglie e dai singoli individui e partecipiamo più o meno attivamente allo sviluppo economico e alla creazione di ricchezza della comunità. E non solo: gli stessi Stati sono interdipendenti gli uni dagli altri, in un equilibrio instabile e in costante evoluzione, spesso in competizione e a volte in aperto Continua a leggere

L’ITALIA E’ UN PAESE FINITO?

Con questo post, uscirò un po’ fuori tema…ma neanche troppo, visto che considero il fundraising un’attività che impatta direttamente sulla ricchezza e il futuro di un Paese: sul capitale sociale, sul capitale umano, sul welfare. 

Ieri sera ho avuto l’opportunità di partecipare a un incontro con l’amm. delegato delle Ferrovie, l’ing. Moretti.  Dico subito che ero molto prevenuto e carico di energia negativa verso le FS…e invece…Ho scoperto una persona appassionata, capace di ammettere ed evidenziare i problemi (ritardi, pulizia, appalti, …) ma anche di presentare soluzioni concrete. Una persona con una visone chiara dell’azienda e del Paese/sistema Italia. Un manger che è stato in grado di trasmettere una ventata di aria fresca, di energia positiva, di voglia vera di cambiare le cose…e se riesce a cambiare le Ferrovie delllo Stato, c’è davvero speranza!

Dopo tanto tempo passato a valutare negativamente la leadership italiana (politica, economica, mediatica), ho avuto un fremito di speranza… E allora vi sottopongo questa domanda:

L’ITALIA E’ UN PAESE FINITO O NO? Vi chiedo di esprimere 3 ragioni per il “sì, è finito, facciamoci annettere dalla Svizzera che è meglio” e 3 per il “no, non voglio mangiare emmenthal tutta la vita, possiamo competere ancora a livello globale”. Ecco le mie 3 ragioni:

Sì, è finito:

1. La politica e la burocrazia, lo statalismo, il corporativismo, immobilizza drammaticamente il Paese.
2. L’Italiano non rispetta le regole (tutti siamo più furbi dei furbi) e lo Stato non le fa rispettare (controllo del territorio, magistratura, impunità, ecc.). E la Mafia Spa è l’azienda più grande d’Italia.
3. I giovani italiani sono depressi/oppressi e il Paese continua a dire che “ama piangersi addosso”…e lo fa sul serio!

No, non è finito

1. L’italia è (ancora) capace di generare creatività e soluzioni innovative su tutti i fronti
2. Il patrimonio culturale, artistico, paesaggistico italiano è inestimabile, senza eguali al mondo
3. Non abbiamo più alternative, quindi questa crisi senza precedenti è un’opportunità senza precedenti e le nuove generazioni sono chiamate ad agire subito.

E il fundraising in tutto questo? Dare sostenibilità finanziaria a un settore, il nonprofit, che ha un ruolo centrale in tutte e 3 le ragioni del “no, l’Italia non è finita”, perchè può generare capitale umano e sociale che è alla base di ogni risposta al cambiamento e alla competitività nazionale, vi sembra poco? Formazione, partecipazione, cultura sociale, resposnabilità civile, welfare society…passano tutte dal nonprofit, e dal fundraising.

Che ne dite?

SULLA FONDAZIONE MILANO SOCIALE

fonte flickr

Cos’è la Fondazione Milano Sociale? il progetto, lanciato questa estate dal sindaco di Milano Letizia Moratti con il coinvolgimento della Camera di Commercio e dei Sindacati, nasce “per sostenere il welfare milanese attraverso la collaborazione attiva di pubblico e privato”.

Il principio non fa una piega, va verso la sussidiarietà orizzontale e mette a disposizione nuove risorse per il terzo settore cittadino. Ma siamo sicuri che ci sia bisogno di una nuova Fondazione? Di un nuovo ente semipubblico, con tanto di struttura e costi di gestione? Un altro filtro tra il comune, gli assessorati di riferimento e il terzo settore?
E qui sta il punto: bisogna definire esattamente il ruolo e gli obiettivi della Fondazione Milano Sociale, affinché da opportunità non si trasformi in un problema, serio, per il nonprofit milanese. Sono convinto che per funzionare bene la Fondazione non debba replicare le funzioni degli assessorati, creando un ulteriore diaframma tra bisogni sociali ed enti pubblici. E che debba darsi da subito un codice etico serio e rispettarlo, un modello di governance trasparente, con da subito l’adozione del bilancio sociale. È necessario che definisca immediatamente ambiti di intervento chiari, derivanti dall’ascolto delle associazioni che lavorano a favore delle fasce più deboli della popolazione (anziani, bambini, immigrati).

Deve soprattutto chiarire il proprio ruolo dal primo momento: facilitare le azioni di chi è già presente sul territorio e non sostituirsi ad essi. Milano infatti ha già un patrimonio e un’infrastruttura sociale  ampia, esperta e radicata (penso a Opera S.Francesco, Comunità Nuova, La casa della Carità, Opera Cardinal Ferrari ma anche alla Fondazione Cariplo per citarne solo alcune) che ha bisogno di risorse, di stimoli, non di concorrenti. Ci sono inoltre dei punti di contatto con l’esperienza delle fondazioni comunitarie operanti sul territorio Lombardo e dalle quali la Fondazione Milano Sociale può prendere utili ispirazioni.

In questo modo il progetto della Fondazione può davvero essere un volano per migliorare il welfare ambrosiano, può definire degli indicatori di performance condivisi così da alzare gli standard di qualità di tutti gli operatori del terzo settore, attrarre risorse da privati cittadini e aziende del territorio grazie alla garanzia di un patrocinio serio, un marchio di qualità senza compromessi.

Questo penso sia il percorso ideale per una nuova avventura di cui Milano può avere bisogno, ma solo se il pragmatismo e la trasparenza guideranno sempre tutta l’iniziativa. Cosa ne pensate?