Archivi tag: trasparenza

WEB + NONPROFIT + BILANCI lavori in corso, con alcune sorprese

Parlo spesso e con passione della responsabilità e della trasparenza nella raccolta fondi. Ne ho già scritto qui e qui.

Ora voglio partare un esempio concreto grazie alla sempre “avanti” Christian Aid, associazione inglese davvero molto dinamica e concreta. Il video all’inizio del post è un tentativo (riuscito) di far vedere e “toccare” con mano la destinazione e i risutati ottenuti grazie ai fondi raccolti.

All’interno del sito si possono trovare diverse pagine e allegati che spiegano:

Ho fatto un giro nei siti web di diverse assoziazioni italiane: senza spingermi in una rendicontazione puntuale, devo dire che l’impressione generale è quella che c’è ancora molta strada da fare, anche se la Continua a leggere

LA RESPONSABILITA’ DEL FUNDRAISER il nuovo potere dei donatori

Cosa intendo per responsabilità del fundraiser? Il video denuncia di uno scandalo avvenuto neli Stati Uniti a causa di una pessima gestione dei fondi da parte di alcuni dirigenti dell’associazione JDRF lo fa capire benissimo: la responsabilità è verso chi dona e verso chi riceve, nello stesso momento. Essere efficienti, efficaci, trasparenti non sono ridondanti parole di marketing, ma pietre miliari per ogni buon fundraiser. Ne avevo già parlato qualche tempo fa in questo post (fortunatamente tra i più letti in assoluto del mio blog).

Questo video dà anche una nuova, potente suggestione al mondo della raccolta fondi: i donatori sono, potenzialmente, sempre più potenti e capaci di influenzare profondamente il successo della nostra organizzazione. La fiducia e il rispetto reciproco diventano, nell’era della comunicazione online, del social networking, dei Continua a leggere

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TRASPARENZA NEL FUNDRAISING perchè è fondamentale, cosa si può fare

Il tema è di quelli importanti, anzi, fondamentali per il presente e per il futuro della raccolta fondi. E ne discute anche Daniele Fusi sul suo blog, che ha stimolato questo mio post. La trasparenza e la rendicontazione nel fundraising … Continua a leggere

SULLA FONDAZIONE MILANO SOCIALE

fonte flickr

Cos’è la Fondazione Milano Sociale? il progetto, lanciato questa estate dal sindaco di Milano Letizia Moratti con il coinvolgimento della Camera di Commercio e dei Sindacati, nasce “per sostenere il welfare milanese attraverso la collaborazione attiva di pubblico e privato”.

Il principio non fa una piega, va verso la sussidiarietà orizzontale e mette a disposizione nuove risorse per il terzo settore cittadino. Ma siamo sicuri che ci sia bisogno di una nuova Fondazione? Di un nuovo ente semipubblico, con tanto di struttura e costi di gestione? Un altro filtro tra il comune, gli assessorati di riferimento e il terzo settore?
E qui sta il punto: bisogna definire esattamente il ruolo e gli obiettivi della Fondazione Milano Sociale, affinché da opportunità non si trasformi in un problema, serio, per il nonprofit milanese. Sono convinto che per funzionare bene la Fondazione non debba replicare le funzioni degli assessorati, creando un ulteriore diaframma tra bisogni sociali ed enti pubblici. E che debba darsi da subito un codice etico serio e rispettarlo, un modello di governance trasparente, con da subito l’adozione del bilancio sociale. È necessario che definisca immediatamente ambiti di intervento chiari, derivanti dall’ascolto delle associazioni che lavorano a favore delle fasce più deboli della popolazione (anziani, bambini, immigrati).

Deve soprattutto chiarire il proprio ruolo dal primo momento: facilitare le azioni di chi è già presente sul territorio e non sostituirsi ad essi. Milano infatti ha già un patrimonio e un’infrastruttura sociale  ampia, esperta e radicata (penso a Opera S.Francesco, Comunità Nuova, La casa della Carità, Opera Cardinal Ferrari ma anche alla Fondazione Cariplo per citarne solo alcune) che ha bisogno di risorse, di stimoli, non di concorrenti. Ci sono inoltre dei punti di contatto con l’esperienza delle fondazioni comunitarie operanti sul territorio Lombardo e dalle quali la Fondazione Milano Sociale può prendere utili ispirazioni.

In questo modo il progetto della Fondazione può davvero essere un volano per migliorare il welfare ambrosiano, può definire degli indicatori di performance condivisi così da alzare gli standard di qualità di tutti gli operatori del terzo settore, attrarre risorse da privati cittadini e aziende del territorio grazie alla garanzia di un patrocinio serio, un marchio di qualità senza compromessi.

Questo penso sia il percorso ideale per una nuova avventura di cui Milano può avere bisogno, ma solo se il pragmatismo e la trasparenza guideranno sempre tutta l’iniziativa. Cosa ne pensate?