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Le frasi dell’anno

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Si sta per chiudere questo intenso 2016 e voglio provare a stilare la mia personale “top ten” delle frasi dell’anno dal punto di vista del fundraising:

  1. Il terremoto ha influenzato la raccolta fondi 
    • verissimo, una grande prova di solidarietà e maturità dei donatori italiani, con qualche caduta di stile. Ma la perfezione è impossibile. Aspettiamo l’anno nuovo per tirare le somme.
  2. La Siria, Aleppo, i bambini…un’emergenza infinita
    • il simbolo del fallimento, di tutti. Mai le  donazioni alle tante ong attive sul campo sono state solo un piccolo cerotto sulla coscienza ferita di ognuno di noi.
  3. Facciamo una campagna virale, integrata
    • il mito resiste, resiste, resiste…
  4. il face to face non funziona più come prima
    • parole sante
  5. i tempi si sono allungati 
    • cult
  6. per la direct tv ormai è tardi
    • ma se è appena partita (In Italia)
  7. dobbiamo puntare sui lasciti testamentari 
    • la speranza è l’ultima a morire
  8. dobbiamo emozionare il donatore
    • verissimo. (Tra poco forniremo anche lo xanax per calmarlo)
  9. le aziende non donano come una volta
    • cult 2
  10. il direct mail è solo per le grandi onp
    • disinformazione come verità

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STATO, SOCIETA’ CIVILE E FUNDRAISING il futuro passa da qui

Nelle società contemporanee tutti noi siamo interdipendenti e facciamo parte di un sistema complesso di relazioni economiche, politiche e sociali. Viviamo all’interno di uno Stato, siamo membri di una comunità costituita dalla società civile, dalle famiglie e dai singoli individui e partecipiamo più o meno attivamente allo sviluppo economico e alla creazione di ricchezza della comunità. E non solo: gli stessi Stati sono interdipendenti gli uni dagli altri, in un equilibrio instabile e in costante evoluzione, spesso in competizione e a volte in aperto Continua a leggere

L’ITALIA E’ UN PAESE FINITO?

Con questo post, uscirò un po’ fuori tema…ma neanche troppo, visto che considero il fundraising un’attività che impatta direttamente sulla ricchezza e il futuro di un Paese: sul capitale sociale, sul capitale umano, sul welfare. 

Ieri sera ho avuto l’opportunità di partecipare a un incontro con l’amm. delegato delle Ferrovie, l’ing. Moretti.  Dico subito che ero molto prevenuto e carico di energia negativa verso le FS…e invece…Ho scoperto una persona appassionata, capace di ammettere ed evidenziare i problemi (ritardi, pulizia, appalti, …) ma anche di presentare soluzioni concrete. Una persona con una visone chiara dell’azienda e del Paese/sistema Italia. Un manger che è stato in grado di trasmettere una ventata di aria fresca, di energia positiva, di voglia vera di cambiare le cose…e se riesce a cambiare le Ferrovie delllo Stato, c’è davvero speranza!

Dopo tanto tempo passato a valutare negativamente la leadership italiana (politica, economica, mediatica), ho avuto un fremito di speranza… E allora vi sottopongo questa domanda:

L’ITALIA E’ UN PAESE FINITO O NO? Vi chiedo di esprimere 3 ragioni per il “sì, è finito, facciamoci annettere dalla Svizzera che è meglio” e 3 per il “no, non voglio mangiare emmenthal tutta la vita, possiamo competere ancora a livello globale”. Ecco le mie 3 ragioni:

Sì, è finito:

1. La politica e la burocrazia, lo statalismo, il corporativismo, immobilizza drammaticamente il Paese.
2. L’Italiano non rispetta le regole (tutti siamo più furbi dei furbi) e lo Stato non le fa rispettare (controllo del territorio, magistratura, impunità, ecc.). E la Mafia Spa è l’azienda più grande d’Italia.
3. I giovani italiani sono depressi/oppressi e il Paese continua a dire che “ama piangersi addosso”…e lo fa sul serio!

No, non è finito

1. L’italia è (ancora) capace di generare creatività e soluzioni innovative su tutti i fronti
2. Il patrimonio culturale, artistico, paesaggistico italiano è inestimabile, senza eguali al mondo
3. Non abbiamo più alternative, quindi questa crisi senza precedenti è un’opportunità senza precedenti e le nuove generazioni sono chiamate ad agire subito.

E il fundraising in tutto questo? Dare sostenibilità finanziaria a un settore, il nonprofit, che ha un ruolo centrale in tutte e 3 le ragioni del “no, l’Italia non è finita”, perchè può generare capitale umano e sociale che è alla base di ogni risposta al cambiamento e alla competitività nazionale, vi sembra poco? Formazione, partecipazione, cultura sociale, resposnabilità civile, welfare society…passano tutte dal nonprofit, e dal fundraising.

Che ne dite?