Fundraising Trends 2018

Il nuovo anno è cominciato da poco e i trends di fundraising si stanno delineando sempre più chiaramente, insieme alle novità introdotte dalla riforma del terzo settore e non solo.

1. La complessità è sempre più parte del gioco, per tutti. 

Il panorama è sempre più sofisticato e competitivo. Dal punto di vista tecnologico gli strumenti a disposizione per comunicare e raccogliere fondi, soprattutto online, sono cresciuti e sempre più utilizzati. I competitors sono sempre più strutturati. La reputation del settore è, al momento, in calo (qui gli ultimi dati Edelman – pag. 37).

Le organizzazioni che scelgono di avere uno staff competente e sempre più specializzato e contemporaneamente decidono di testare e analizzare costantemente i risultati hanno un vantaggio competitivo considerevole. E’ l’approccio multicross-channel che fa la differenza nel fundraising mix. 

2. Il Web è sempre più protagonista, con un grande futuro.  

Dal crowdfunding al personal fundraising, con lo sbarco “epocale” di Facebook nell’arena, il fundraising online è entrato in una nuova fase. I dati dell’e-commerce in Italia sono in crescita (23,6 mld, + 17% nel 2017, fonte Politecnico Milano) e i consumatori sono sempre più online grazie al mobile (qui la survey Deloitte), Cresce Instagram tra i più giovani (che è sempre di FB). Per approfondire la ricerca di rete del Dono Donare 3.0un bell’articolo di Wired.

I social network, come dimostra la recente ricerca di Nonprofit Tech for Good, sono il più potente strumento di interazione e coinvolgimento a disposizione delle organizzazioni nonprofit. Il 25% dei donatori si lascia “ispirare” dai social e di questi quasi il 70% da Facebook. E l’età media degli utenti è in crescita. Insomma, è un’area sulla quale investire, sia in termini di content management che di advertising. 

3. Gli sms solidali non esistono più. W le raccolte telefoniche solidali. 

Da qualche giorno  il caro vecchio sms solidale gratuito per le onp è andato in pensione, sostituito da un sistema che prevede un costo di attivazione suddiviso in fasce in base alla capacità di raccolta fondi dell’organizzazione, oltre che tante altre interessanti novità spiegate qui nel dettaglio. Sarebbe stato bello avere un sistema tipo Just text giving attivo in UK o come quello simile in Spagna, ma bisognerà fare di necessità virtù, cogliendo tutte le opportunità di uno strumento che nel 2016 valeva quasi 48  milioni di euro di donazioni.

Quasi sempre le donazioni maggiori derivano dalle chiamate da telefono fisso, non dagli sms. Per questo è più utile parlare di campagne di raccolte telefoniche solidali ormai. E soprattutto domandarsi perchè questo accade: la televisione è il media principale per far funzionare questo tipo di campagne e il pubblico televisivo è mediamente anziano, con un telefono fisso in casa (donazione da 5 o 10 euro) e guarda programmi tv adatti a ospitare queste campagne (spot o interventi in studio che siano). Bisogna lavorare su questo target per avere successo.   

4. In un mondo affollato, la Donor experience è il fattore critico di successo. 

La personalizzazione della relazione è il modo migliore per far vivere un’esperienza donativa positiva ai donatori. Siamo sempre più abituati a ricevere comunicazioni mirate, dirette e persuasive: in un mondo dove la pressione pubblicitaria è enorme e viviamo in un costante “stato di attenzione parziale” (cit. ), questo approccio è indispensabile. Così il direct marketing, in tutte le sue forme online e off line, è lo strumento ideale per gestire e far crescere la relazione con un donatore. Lo storytelling diventa indispensabile e la trasparenza fondamentale.

Comunicare attraverso messaggi personalizzati, significa mettere il donatore sempre al centro, gestire sempre il db e investire molto tempo. Ma i KPI migliorano e la piramide di Pareto ringrazia. Soprattutto direct video e direct landing sono il metodo più innovativo ed efficace, specie se integrato con il direct mail e il telemarketing.  In questa ricerca  CISCO prevede una crescita sostanziale di tutto il sistema di comunicazione online, specie degli internet video e dei live video. 

5. I grandi donatori e i lasciti sono sempre più importanti per la tua causa sociale. 

I dati demografici parlano di un Paese con un età media sempre più alta e una disponibilità economica (potenziale) sempre maggiore. Le persone con più di 65 anni rappresentano il 22% della popolazione (il 30% di quella adulta). La recente ricerca di Fondazione Cariplo stima in quasi 10.000 miliardi la ricchezza delle famiglie italiane e in 100 miliardi di euro quelli che potrebbero essere trasferiti tramite un lascito alle organizzazioni nonprofit da qui al 2030.

Sviluppare iniziative rivolte esclusivamente ai major donors e costruire una strategia di lungo termine sui lasciti testamentari significa avere in staff professionisti dedicati a questo speciale segmento, che spesso include anche le fondazioni private familiari e aziendali. Un po’ di pazienza e nessuna esitazione, visti i valori in gioco. 

La situazione è in continuo mutamento, e il fundraising deve essere in grado di intercettare i desideri dei donatori per continuare a garantire sostenibilità alle tante cause sociali. Aggiungerei sempre la parola “filantropico” dopo fundraising, per ricordarci che il mezzo serve al fine. Credo che questo interessi davvero molto e sempre di più ai donatori.

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