10 anni di Fare Fundraising!

Dieci anni fa, a ottobre 2007, pubblicavo il primo post di questo blog: https://quistelliblog.wordpress.com/2007/10/18/ciao-mondo/ 

Contemporaneamente:

  • nasceva il primo i-phone
  • Ban Ki-Moon subentrava a Kofi Annan come Segretario generale delle Nazioni Unite
  • Pippo Baudo e Michelle Hunziker conducevano il 57° Festival di Sanremo. vinto da Simone Cristicchi, mentre Fabrizio Moro vince la categoria Giovani.
  • Dopo 50 anni rinasceva la Fiat 500
  • Doris Lessing vinceva il premio nobel della letteratura
  • Kimi Räikkönen, pilota della Ferrari, si aggiudicava il titolo piloti di Formula 1, vincendo il GP del Brasile.
  • i siti web avevano più o meno questo aspetto

In questi 10 anni il blog è stata visitato 392.482 volte da più di 150.000 persone. Grazie! Spero sia stato utile e che continui a esserlo per le tante persone che con passione, ogni giorno, fanno un mestiere bellissimo: il fundraiser.

Oggi questa professione si è molto evoluta rispetto a 10 o 20 anni fa, alcune regole sono immutabili  https://quistelliblog.wordpress.com/2007/10/19/cose-il-fundraising-20-regole-da-sapere-1/ ma tanti elementi e fattori sono cambiati, come scrivevo qui https://quistelliblog.wordpress.com/2016/08/31/2006-2016-come-e-cambiato-il-fundraising/   

In particolare la “comunicazione creativa” e differenziante sta ricoprendo un ruolo sempre più importante nelle strategie di fundraising delle onp.  Non di solo dati vive il fundraising insomma…

Senza campagne efficaci, infatti, non si riesce più ad emergere in un mercato ormai molto affollato e ricco di sollecitazioni per i donatori, sottoposti a migliaia di input pubblicitari ogni giorno. Fattori come la polarizzazione determinata dalla crescita degli enti non profit più importanti (con il relativo aumento della professionalizzazione interna e del know how), il calo strutturale delle performance di alcuni strumenti di fundraising (face to face, sms solidale, direct mail) e l’arretramento dei contributi pubblici, impongono un cambio di passo nell’ambito della comunicazione di fundraising da parte di tutto il terzo settore. O perlomeno da parte delle associazioni più intraprendenti.

Per questo oggi riuscire a fare campagne efficaci, posizionanti, memorabili è un imperativo che necessita di competenze, esperienza, “mestiere” e tecnica, oltre a una buona dose di dati e informazioni indispensabili per orientare la creatività e i messaggi nel modo corretto. Solo così i target di riferimento possono reagire ai messaggi dell’organizzazione e rispondere alle “call to action”, in modo da generare un positivo ritorno dell’investimento sempre più indispensabile per la sostenibilità di un’organizzazione nonprofit.

Senza questo approccio si rischia di finire sempre di più in un magma indistinto, dove è impossibile emergere e dove gli investimenti diventano acqua sulla sabbia.

È finita, secondo me, l’era “dell’home made a basso costo”, che aveva sedotto tante onp (e tantissime aziende) grazie all’avvento di internet e della crisi economica, riducendo a un lusso la creatività e l’approccio strategico.

Oggi c’è sempre più bisogno di creatività strategica, ricerche di qualità e competenze specifiche. Di persone dotate di immaginazione, coraggio, passione e grandissima professionalità. Di fundraiser, appunto!

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