WHY FUNDRAISING, l’importanza del perchè

why

Nel mio workshop al recente Festival del Fundraising mi sono concentrato sull’importanza indispensabile del “Perchè” per avere successo e ispirare le persone ad agire e a donare. Pubblico così online, sperando che possano essere utili, una parte delle slide e alcuni concetti chiave della teoria del WHY FUNDRAISING.

Partendo da alcune semplici domande:“Perchè alcune organizzazioni hanno più successo di altre? Perchè alcune persone riescono a guidare, a ispirare gli altri infondendo loro coraggio e desiderio di agire? Come si costruisce un team di successo? E cosa fa la differenza nel fundraising?” 

Sono arrivato a una semplice risposta, contenuta in una una sola parola: PERCHE’. 


“Mettere al centro della nostra vita, delle nostre azioni, il perchè e non il cosa e il come cambia radicalmente le nostre potenzialità di successo.

“Comunicare da dentro a fuori e non viceversa, riesce a emozionare gli altri.  L’emoziona porta all’azione. E il fundraising è desiderio di agire per gli altri…”

“Di solito comunichiamo “da fuori a dentro”. Ecco un esempio: costruiamo automobili (cosa), e le facciamo facili da guidare ed economiche (come). Se invertiamo il paradigma cambia tutta la prospettiva: vogliamo pensare in modo nuovo alla libertà di movimento, dare a chiunque la possibilità di godere il proprio viaggio (perchè), per questo vogliamo fare prodotti belli, emozionanti, semplici da usare (come), che diventano automobili, moto, biciclette… (cosa)”.

“Quale delle due autovetture comprereste? E nel fundraising la dinamica è la stessa: non bisogna concentrarsi sul cosa (facciamo), ma sul perchè. Solo così saremo in grado di ispirare le persone ad agire, di emozionare. Ma non bisogna abbandonare la razionalità, entrambi gli elementi devono coesistere.”

“L’origine di tutto questo è nel nostro cervello, sia le emozioni che la ragione convivono in un continuo flusso e scambio di “informazioni”. La ragione definisce giusta la scelta emotiva di essere solidali.” 

“Nessuno dona per “cosa” facciamo, ma “perchè” lo facciamo.”

Non bisogna avere paura delle proprie emozioni, del proprio perchè. Solo così saremo in grado di cambiare le cose, di ispirare gli altri. E noi stessi.

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