ESSERE UN FUNDRAISER oggi, ieri, domani

Il fundraising è convincere una persona a sentirsi vicina a un’altra persona o alla natura. Significa convincere una persona a mostrare la propria vicinanza verso un’altra persona, o verso la natura, attraverso una donazione. E questa donazione verso la vita di un’altra persona o della terra è fatta per risolvergli un problema, per farla stare meglio, per sostenerla.

Perchè? Perchè donare fa sentire meglio, perchè l’altra persona potrei essere io un domani, perchè ci si sente importanti e più ricchidonando che trattenendo, perchè noi siamo parte di questo mondo e così lo sono i nostri figli e abbiamo solo questo mondo dove vivere.

Un bravo fundraiser contribuisce a costruire un mondo migliore, dà forza al cambiamento, fa crescere la solidarietà tra le persone, aumenta la fiducia nel prossimo.

Un fundraiser deve prima di tutto essere egli stesso un donatore. Deve credere nella causa per essere capace di coinvolgere gli altri, e conoscerla bene. Deve essere capace di parlare al cuore e alla testa delle persone. Deve saper usare tutte le tecniche del marketing per convincere e persuadere nel miglior modo possibile le persone a diventare donatori, a restare donatori,  a donare di più.

Questo è un pensiero della mezzanotte dedicato a me, a chi vuole fare il fundraiser da grande o a chi lo fa già da una vita. Ogni tanto fa bene scrivere le lezioni che si sono imparate e rileggerle tra un mailing e un preventivo, tra un comunicato stampa e un evento, una riunione, il lancio di una campagna… Così, per non perdere il senso del vero significato del proprio lavoro: convincere una persona a sentirsi vicina a un’altra persona.

Buonanotte!

9 risposte a “ESSERE UN FUNDRAISER oggi, ieri, domani

  1. Ciao Francesco, gran bella definizione. Mai perdere di vista il vero senso di quello che si fa, concordo.

  2. Ciao Francesco,
    mi associo alle parole di Miriam che condivido in pieno.

    Mi fa un’enorme piacere sentire che i cultori di questa disciplina in Italia come te, tengano molto sott’occhio le basi sulle quali il fundraising si fonda.

    Per quanto si dica che in USA and UK il fundraising sia piu sviluppato, sto cominciando a constatare il livello inferiore di etica professionale nella roccolta fondi, che viene giustificato da una logica di “more aggressive and mass marketing, more money get in”.

    Mi scuso se mi prolungo ma sull’etica del fundraising io trovo molto piu avanzati paesi come il nostro con molta piu capacità intellettuale e riflessiva in materia, che fan ben intendere il significato del “donare”, rispetto a logiche piu di “maximising income” che ora (almeno qui in UK) stanno facendo perdere la fiducia e motivazione dell’opinione pubblica (sopratutto in fase di aquisition) verso il settore delle charities.

    Il fundraiser non ha una sola funzione di fare emozionare il donatore per il potenziale supporto, ma anche e sopratutto, come tu dici, far intendere alle persone il senso (e la gioia) del donare (come insegna H. Rosso negli scritti in letteratura) e il suo ruolo contributivo nella sfera socio-culturale.

    Io personalmente ringrazio te e tutti coloro che continuano a tener alto il livello etico e morale della figura del fundraiser.

    un saluto
    Diego

  3. Bravo Francesco (come sempre) e bravo Diego!

    Un post interessante che oltre a servire a me, e a noi che facciamo questo mestiere (o che almeno ci proviamo) serve tanto per farci capire dagli altri…
    Ora me lo stampo e me lo metto in tasca… se permetti 🙂

  4. caro Francesco, non penso che si possa convincere nessuno. o perlomeno, e’ una questione di parole, ma per me la parola convincere ha sempre dentro di se un po’ di violenza. Convincere è “vincere su”, cioè cercare di battere l’altro, come se si fosse in una battaglia. Io nella mia vita non ho mai convinto nessuno (non ci riesco con i miei figli e tantomeno con mia moglie…figurati con un donatore). La gente rimane della propria idea, e non cambia certo idea perchè parla con me. Il fundraiser per me non è un convincitore, ma un “riflettore”, nel senso che è uno che continua instancabilmente con la sua testimonianza, parola, discussione, comunicazione a “far riflettere”, suggerisce “discussione”, prova a “far vedere la realtà da altri punti di vista” e a forza di dare…il donatore si avvicina alla causa. La mia definizione è quindi che fundraising significa “avvicinare le persone alla causa”, poi stando vicino al fuoco ci si scalda e si dona. ciao Franz.

  5. Pingback: H-FACTOR, 1° dicembre università di Trento | FARE FUNDRAISING

  6. nobili propositi, condivisibili, ma preferisco usare termini italiani – qnd ci sn, ovvio – di eguale impatto: sensibilizzazione
    Se permetti …un saluto
    gk

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...