HAITI E IL FUNDRAISING

La tragedia di HAITI ha sicuramente scosso i cuori e le coscienze di moltissime persone, per il fundraising è stato un evento assolutamente catalizzante, che ha imposto ritmi di lavoro intensi, attività extra, riunioni straordinarie…E non può che essere così! Quando sai che grazie (anche) al tuo lavoro dipende la vita, il futuro di migliaia di persone, non c’è tempo per lamentarsi! Le tragedie purtroppo rendono tutto più “semplice”, anche capire il senso della raccolta fondi: ottenere risorse per riuscire ad essere subito operativi in un disastro come quello di Haiti. E in generale: ottenere risorse per rendere possibile “un’azione umanitaria”, dietro l’angolo come dall’altra parte del mondo.

Per sostenere le attività di soccorso delle diverse ong e delle associazioni in Italia e all’estero sono state realizzate moltissime iniziative di fundraising: concerti, donazioni straordinarie, maratone televisive… E io sono convinto che sia giusto che, oltre agli stanziamenti pubblici, anche le singole persone e le aziende facciano direttamente la loro parte: in questo modo ognuno di noi si può sentire direttamente partecipe nelle attività di soccorso e in più può scegliere l’organizzazione che più sente vicina, mandando un segnale forte anche in termini di fiducia a chi ritiene più capace.

Questo post è dedicato a tutti i fundraiser che stanno lavorando per ottenere risorse così da garantire le attività umanitarie ad Haiti. E’ dedicato in particolare a Paolo Ferrara, un eroe di tutti i giorni, un fundraiser che è sul campo e sta facendo uno straordinario lavoro raccontandoci quello che vede e che fa insieme a Terre des Hommes sull’isola. Grazie di cuore per il tuo coraggio e la tua sensibilità speciale. Leggi qui il suo diario.

Grazie al team di AGIRE: Marco, Maddalena, Massimo…State facendo un lavoro straordinario! Le Ong che potranno disporre dei fondi raccolti da Agire in questi giorni hanno una grandissima responsabilità verso i donatori e soprattutto i beneficiari: daremo tutti il massimo e il nostro lavoro sul campo, già iniziato, sarà efficace, serio e trasparente. (qui il link di COOPI per gli aggiornamenti dal campo da parte di Bruno e Marco)

Segnalo anche questo bellissimo post di Virginia Carozzi: ottime riflessioni davvero! Solo una nota per Virginia…visto che io scrivo poesie, spero che le due attività non siano in contrasto😉

Il fundraising è una componente dello “spazio umanitario” che è abitato dalla solidarietà, dalla compassione, dall’impegno, dall’altruismo, dall’indignazione, dal coraggio, dall’umanità…di ogni essere umano verso un altro essere umano. Questo non lo dimentico mai. Senza il cuore (solidarietà), la competenza (capacità) e le risorse (sostenibilità) lo “spazio umanitario” muore.

E infine…in bocca al lupo ad Haiti e a tutte le persone impegnate sul campo: forza!

Una risposta a “HAITI E IL FUNDRAISING

  1. Francesco, ti rivelo un segreto… io adoro disegnare😉

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