FUNDRAISING IN TEMPO DI CRISI discussione aperta

Fare fundraising in tempo di crisi economica è sicuramente un compito delicato e le difficoltà a ottenere risultati positivi sono ancora maggiori del solito.
In ogni modo…la prima considerazione che voglio condividere e di cui sono convinto è che “chi dona, continua a donare”, forse meno o con meno frequenza, ma continuerà a farlo. La seconda è che i piccoli donatori possono percepire meno il momento di crisi e continuare ad essere fedeli alla causa (o cause) che sostengono.
Di certo le organizzazioni che hanno una forte diversificazione del funding mix sono avvantaggiate e chi non ce l’ha deve cominciare ad agire rapidamente (comunque).
Diventa assolutamente strategico concentrare così gli sforzi sui donatori già attivi ed essere capaci di fidelizzarli.
Secondo voi data questa crisi economica e in vista del Natale, periodo super affollato di attività di raccolta fondi, si dovrebbero cambiare i piani di acquisizione di nuovi donatori impostati in precedenza o investire nello stesso modo?
A voi la tastiera!
Ps: per chi c’è, trova questo post anche su Facebook nel nuovo gruppo “FundraiseRs d’Italia”, con anche il ptrimo appuntamento del “fundraising bar” a Milano.

3 risposte a “FUNDRAISING IN TEMPO DI CRISI discussione aperta

  1. Caro Francesco… che dire? Questa volta mi hai battuto sul tempo.

    Tornando dall’ennesima trasferta, complice il bellissimo podcast di “Fundraising is beautiful” sul fundraising in “bad economy”, stavo proprio meditando su un post in tema.

    Le considerazioni che fai, simili a quelle di Jeff Brooks, non possono che trovarmi d’accordo, anche se ovviamente le differenze fra noi e gli USA sono rilevanti.

    Alcuni elementi su cui riflettere:

    – il tipo di causa che le nostre organizzazioni promuovono avrà un certo impatto nei prossimi mesi. Alcune cause rischiano di più la contrazione, ma bisogna aver coraggio e trovare la giusta reason why anche per le cause meno “appealing”;

    – oggi più che mai bisogna trovare messaggi “rilevanti” per i nostri sostenitori e per i prospect, e coccolare sempre di più i donatori in db, quelli che più difficilmente ci abbandoneranno;

    – è il momento di contrattare con i nostri fornitori. Tutti hanno bisogno di fatturare in questo momento e per noi fundraiser può essere un’ottima occasione per suddividere il rischio e risparmiare;

    – chi ha già diversificato sarà avvantaggiato, ma questo è anche il momento di osare e innovare. Nei tempi di crisi chi riesce comunque a crescere può conquistarsi un vantaggio competitivo per il futuro…

    – forse è il momento di rivedere le nostre organizzazioni e renderle sempre più efficienti, ristrutturando esattamente come fanno le aziende for profit.

    Questo sulla carta: quanto durerà la crisi, quali saranno gli impatti sull’economia “reale”, come questo influirà su occupazione e stipendi (qui già al limite) oltre che sulla fiducia oggi credo siano fattori poco prevedibili per noi tutti.

    un caro saluto e a presto

  2. dimenticavo, qui il link a “fundraising is beautiful”:

    http://www.fundraisingisbeautiful.org/

  3. Pingback: COME RACCOGLIERE PIU’ FONDI nel 2009 « FARE FUNDRAISING

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