FUNDRAISING come fare #1

“Devo fare un piano di raccolta fondi, da dove posso partire?”

Questo blog e molti dei post pubblicati nei mesi precedenti hanno come obiettivo quello di condividere esperienze, tecniche e strumenti di fundraising. Guardandomi un po’ alle spalle, dopo sei mesi online di Fare Fundraising, ho deciso di scrivere una serie di nuovi post sulla pianificazione strategica e il brain storming: le best practices servono se possono essere utilizzate al meglio! E soprattutto se portano idee vincenti.  

Quindi, tornando alla domanda iniziale…L’obiettivo è quello di elaborare un piano di raccolta fondi efficace ed efficiente. Comincio così dalla codifica delle azioni e dei processi delle fasi iniziali, da usare come una check list. Ecco qui:

FASE PROPEDEUTICA
In questa fase comprendo prima di tutto quali sono i vincoli e gli obiettivi a cui mi devo riferire. E’ un momento assolutamente cruciale! Che può evitare moltissimi errori e costruire le basi solide, le fondamenta del nostro piano di fundraising.  

1. Inquadramento generale del problema/necessità/obiettivi. Punti di partenza:

1.1. comprensione della mission dell’onp (comprensione)
1.2. definizione obiettivi generali e specifici (individuazione chiara, condivisione)
1.3. struttura a disposizione (le persone)
1.4. budget (i vincoli)

2. Valutazione dettagliata delle risorse a disposizione e delle competenze

2.2. Umane
2.3. Economiche
2.4 Valutazione dei limiti (gap analysis)

3. Briefing interno, assegnazione ruoli

3.1. Impostazione progress di avviamento (timing)
3.1.1. individuazione delle principali attività da svolgere (gantt: attività/tempo/responsabili – chi fa che cosa)
3.1.2. programmazione meeting interni (staff)
3.1.3. programmazione meeting esterni (fornitori)
3.2. programmazione analisi periodica stato avanzamento lavori

4. Preparazione modelli e strumenti (condivisibili) da utilizzare durante l’analisi strategica

3.1. file excel, power point, word
3.1.1. definizione modalità di archiviazione files

FASE ANALISI STRATEGICA
Svolta la prima fase, posso ora concentrarmi sull’analisi approfondita della mia organizzazione, interna ed esterna. Ecco come:

5. Analisi interna

5.1. Analisi storica dell’associazione
5.1.1. Nascita e sviluppo dell’associazione in breve
5.1.2. Analisi dello statuto
5.1.2.1. Organigramma
5.1.3. Analisi degli strumenti di relazione e comunicazione istituzionale adottati
5.1.3.1. Analisi dei materiali istituzionali più recenti
   5.1.3.1.1. Brochure, leaflet, annual report, ecc.
5.1.4. identificazione puntuale mission, vision, case statement, brand identity /values

5.2. Analisi specifica dei dati economici

5.2.1. analisi macro ultimi 2 bilanci disponibili
5.2.2. acquisizione ultimi dati macroeconomici di settore

5.3. Funding mix – analisi dei donatori (vedi post sul db)

5.3.1. Analisi dei dati disponibili
5.3.1.1. n°, tipologia, quote, genere, ecc.
5.3.2. Struttura data base
5.3.3. Profili – cluster individuabili

5.4. Funding mix – analisi delle donazioni

5.4.1. Suddivisione per categorie, canali, strumenti
5.4.2. Analisi RFM (recency, frequency, monetory)

5.5. Approfondimento analisi attività acquisizione donatori

5.5.2. Analisi delle campagne ideate
5.5.2.1. Strumenti, canali adottati
5.5.2.2. Dati economici rilevanti (redemption, roi, ecc.)
5.5.2.3. Eventuale analisi budget-consuntivo

5.6. Approfondimento analisi attività gestione donatori

5.6.2. Analisi delle campagne ideate
5.6.2.1. Strumenti, canali adottati
5.6.2.2. Dati economici rilevanti (redemption, roi, ecc.)
5.6.2.3. Eventuale analisi budget-consuntivo

5.7. Inquadramento strategico

5.7.1. Mappatura Stakeholder (portatori di interesse consapevoli)
  5.7.1.1. definizione key expectations
5.7.2. Analisi obiettivi strategici di medio-lungo periodo dell’associazione relativi alla mission
   5.7.3. (può essere molto utile dialogare con le altre funzioni manageriali dell’associazione)
5.7.4. Esame delle ricerche in possesso dell’associazione:
   5.7.4.1. mercato, brand awareness, competitors, ecc.
Analisi SWOT
5.8.1.1. Definizione dei punti di forza: relativi all’attività dell’associazione
5.8.1.2. e di debolezza: relativi all’attività dell’associazione
5.8.1.3. delle opportunità: esterne
5.8.1.4. e delle minacce: esterne

6. Analisi esterna

6.1. Analisi del settore di appartenenza
6.2. Analisi quantitativa dei pubblici di riferimento
  6.2.1. individui, aziende, enti, istituzioni, …
6.3. Analisi PEST_ politica, economica, sociale, tecnologica (trend)
6.4. Analisi Competitor
  6.4.1. benchmarking

Obiettivi punti 1-6
1) Acquisizione, analisi ed elaborazione delle informazioni rilevanti ai fini della realizzazione di una corretta pianificazione strategica di fundraising di medio-lungo periodo
a) Condivisione della mission e corretta percezione degli obiettivi istituzionali
b) Identificazione dei criteri di valutazione dei progetti che saranno elaborati
2) Identificazione puntuale e condivisa degli obiettivi da raggiungere

Il prossimo post entrarà nel merito delle azioni e degli strumenti di raccolta fondi che possono essere pianificati, con un focus sulle tecniche del brain storming e del lavoro di squadra. A presto!

PS: per chi ci andrà, ci vediamo al festival del fundraising dell’8-10 maggio.

3 risposte a “FUNDRAISING come fare #1

  1. fantastico questo brainstorming!! Una perla! Sarebbe da inserire in un manuale!! ciao

  2. Seguire questo blog è come seguire le lezioni all’uni, anche meglio! Complimenti!!! Allora ti farò i complimenti anche al festival!!

    Eleonora

  3. Pingback: FUNDRAISING come fare #2 « FARE FUNDRAISING

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