DAVVERO UNA BELLA CRICCA…questi fundraiser!

fonte flickr

…E pensare che fino a qualche mese fa (letteralmente), sembravamo pochi, divisi, incapaci di fare “sistema”. Non che la strada sia tutta in discesa adesso, ma…Il festival del fundraising sicuramente ha lanciato una sfida importante al mondo dei fundraiser e, visti i patrocini, i relatori, il fermento che si sente attorno a questo evento, direi che le premesse sono molto buone! Anche se l’attenzione all’etica professionale di tutti i relatori, della correttezza dei contenuti espressi e il rispetto delle regole dichiarate sarà un fondamentale banco di prova per la credibilità dell’iniziativa. (Mi pemetto di suggerire la stesura di un codice etico del Festival in futuro.) 

Insomma, c’è da registrare un’inversione di tendenza positiva, e magari in parte si può attribuire anche ai blog sulla raccolta fondi nati nel 2007, come scriveva qui Valerio Melandri. Certo il lavoro è ancora lungo. Intendo quel lavoro grazie al quale devono succedere 3 cose indispensabili, a mio modo di vedere, per il futuro della raccolta fondi in Italia:

  1. Portare la professionalità e l’approccio strategico nella prassi quotidiana della raccolta fondi effettuata dalle organizzazioni non profit = investimenti, etica, qualità. 
  2. Dare corpo al ruolo e alla figura del fundraiser nel panorama dei professionisti italiani come elemento fondamentale per la crescita e la sostenibilità della welfare society = dare peso alla responsabilità, e relativi onori e oneri. 
  3. Far nascere una coscienza di gruppo nei fundraiser = elevare il livello professionale, difendere la credibilità, garantire fiducia nei donatori, costruire un’associazione di categoria forte.

Sono sicuro che il Festival avrà (ha già) il merito di smuovere le acque e stimolare la concorrenza! E questo è un gran bene. Magari la Bocconi sta pensando a una contro mossa. E Assif (l’associazione italiana fundraiser, che ad oggi non patrocina l’inziativa) potrebbe decidere di aprire un tavolo di discussione interno sull’argomento.

Ma la mia grande speranza per il futuro è che una grande unione possa dare forza a tutti noi e che la qualità sia sempre il faro delle nostre scelte: questa è la responsabilità diretta dei fundraiser “senior”. Non vedrei nulla di male in una prossima edizione del Festival del Fundraising organizzata anche con il supporto dell’Università Bocconi, con il supporto di Assif, con il coinvolgimento degli altri centri di formazione di eccellenza e di tutti i migliori professionisti del nostro settore. E’ quello che succede in Olanda ogni ottobre, e a livello mondiale. La competizione collaborativa, se contenuta nei binari dell’etica e del bene comune, può funzionare molto bene. Ne avevamo cominciato a discutere qui e qui già qualche mese fa…

Sono certo che questa unione consentirebbe di avere un impatto fortissimo e dare una risposta immediata ai 3 punti che ho elencato poco sopra.

E allora lancio un appello al professor Melandri, al presidente di ASSIF Beatrice Lentati, al corpo docente del Master della Bocconi in nonprofit management nella persone di Giorgio Fiorentini e Giuseppe Ambrosio, alla Fundraising School di Alberto Masacci… Fate il bene del non profit e della raccolta fondi, siate collaborativi, ognuno nel rispetto della propria identità. Non è il momento dei particolarismi, dei personalismi, delle chiusure. Il nostro piccolo mondo del fundraising sta crescendo, e non lo può più accettare. Io sono a disposizione.

Ci vediamo al festival! Sarò tra il pubblico, tra una sessione e l’altra dei tanti relatori. In bocca al lupo!  

5 risposte a “DAVVERO UNA BELLA CRICCA…questi fundraiser!

  1. Caro Quistelli, grazie del tuo bel commento positivo sull’iniziativa che stiamo tentando di mettere in atto in questi giorni: il Festival del Fundraising.
    Condivido in tutto le tue osservazioni e sottolineo che:
    1 – l’evento vuole essere al servizio del mondo del fund raising e vuole essere il piu’ aperto e condiviso possibile. Per fare questo ai primi di novembre del 2007 ho mandato una email di richiesta di collaborazione e di diventare relatore alla persona che rappresenta al meglio il mondo del fundraising italiano: Beatrice Lentati. HO incontrato Beatrice Lentati di persona per parlare del Festival e la sua disponbilità è stata davvero positiva.
    2 – Ho provveduto a chiedere di persona con lettera e con telefonata di collaborare e di divenatre relatore a tutti gli enti e a TUTTE le persone che tu citi (tranne la Bocconi, ma non perchè non stimi il bravissimo Giorgio Fiorentini, ma perchè ritengo il Festival un evento “fundraising” e non evento “nonprofit” e dunque vagamente fuori focus).
    Alcuni hanno risposto positivamente, altri non hanno risposto.
    3 – Ho provveduto a comunicare a tutti, che il mio ruolo sarà esclusivamente quello organizzativo e di procurare il budget per fare questo festival (farò fundraising, perchè come tu puoi ben capire, l’evento è chiaramente in perdita, e la quota non paga nemmeno l’albergo), ma in NESSUN modo ho volontà che diventi la “festa personale di VM”. Tanto per farti un esempio, ho deciso di non fare nessuna relazione al Festival, ma di essere un semplice partecipante.

    Il tuo ruolo e quello di tanti altri “giovani” (solo nel senso anagrafico si intende) è importante, il mondo del fund raising è enormemente cambiato, negli ultimi cinque anni, e solo chi non se accorge rischia di immobilizzarlo…

    Grazie e promuovi la partecipazione pu’ che puoi, piu’ siamo e più il leverage che ne consegue e’ elevato,
    http://www.valeriomelandri.it

  2. caro Francesco,
    ho dato un’occhiata ieri sera al tuo post e confesso che anche senza sollecitazioni sarei intervenuto molto volentieri sul tema.

    La questione che più mi sta a cuore è proprio quella dell’unità.

    Ne ho parlato in questi giorni con altri fundraiser vicini ad Assif e con colleghi con cui abbiamo intrapreso comuni percorsi di crescita e collaborazione.

    Conosco e ho vissuto in parte le questioni che hanno agitato il mondo dei fundraiser qualche tempo fa e non le ho condivise.

    Ma anche se le avessi condivise all’epoca credo sia arrivato oggi il momento di fare un passo indietro e cogliere un’occasione davvero storica per il terzo settore italiano e per noi fundraiser: fare di quest’anno l’anno di nascita di un nuovo statuto della professione, l’anno di consolidamento dell’assif, l’anno in cui ci mettiamo al centro di un più ampio rinnovamento dell’intero non profit, quali figure centrali fra le nostre organizzazioni, i diritti dei beneficiari e quelli dei donatori.

    Faccio perciò mio il tuo invito all’unità e mi auguro di trovare anche Assif, la Fundraising School e altri soggetti tra i partner di questa iniziativa coerentemente anche a quella modalità orizzontale che si sta delineando come la sua cifra principale.

    Per il resto non posso che ribadire i complimenti a Melandri: a volte nella vita bisogna partire e lanciare il cuore oltre l’ostacolo, anche senza avere tutti gli ok!

  3. Ciao Valerio,
    mi fa molto piacere leggere questa tua risposta, che chiarisce ulteriormente come un percorso di condivisione sia l’unica strada per fare crescere il fundraising in Italia e anche un’iniziativa come il Festival (con la giusta dose di pragmatismo ovviamente!). Insomma: potenzialmente abbiamo in mano, tu in particolare, un vero tesoro. Io ci sono.

  4. Ciao Paolo, bellissima la tua frase sulla “modalità orizzontale”, condivido in pieno. Come ho scritto poco sopra, sta a noi adesso sfruttare le opportunità che ci concedeno il Festival e tutte le altre iniziative, compresi i nostri blog, messe in campo per condividere e unire. Spero che già durante il Festival si possa dar vita a qualche iniziativa concreta per tenere “collegata” la rete che si sta costituendo. Parliamone!

  5. ciao francesco, il tuo post è molto bello, è un invito che da anni molti pensavano ma pochi forse apertamente mettevano nero su bianco. Il Festival credo sia una occasione importante e io spero che le persone che tu hai citato ci siano tutte e che rispondano positivamente, mettendo da parte magari la parola “competizione” per tre giorni. Devo dire, e non perchè collaboro con lui, che Melandri un primo passo lo ha fatto e che tu e Paolo e Daniele state dando veramente una mano sensibilizzando le persone attraverso i vostri blog. Spero che anche altri che scrivono online (penso a Beppe Cacopardo) si associno all’iniziativa, ne parlino, ne scrivano

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