LA GRANDE SFIDA DEL LINKED FUNDRAISING

fonte flickr 

E’ da qualche mese che un nuovo trend sta interessando il mondo della raccolta fondi, in particolar modo in Inghilterra e Stati Uniti, ma non solo. Si potrebbe definire “Linked Fundraising”, ossia il fundraising condiviso con gli altri, connesso tra attori diversi e capace di usare vecchi e nuovi strumenti contemporaneamente.

E’ un mix dell’attualissimo “personal fundraising” cioè di quelle attività di raccolta fondi che prevedono un impegno diretto della singola persona nel raccogliere denaro grazie al coinvolgimento della propria rete di amici e conoscenti attraverso internet (e non solo). 
E di più, al personal fundraising si aggiunge il cause related marketing, grazie all’intervento di aziende sempre più attive nel relazionarsi direttamente con i donatori. E il match giving, con il raddoppio dei contributi ottenuti, il “challange fundraising” che assegna premi alla causa che riceve più voti o contributi, e… 

Uniamo tutti questi elementi – il personal fundraising, il march giving, il cause related marketing, il challenge fundraising, le piattaforme di social networking, il trend dei mass media promotori di campagne di fundraising, i sistemi di pagamento on line, ecc. e….avremo il Linked Fundraising.  Per essere un po’ provocatorio potrei affermare che nel Linked Fundraising non esistono più le diverse attività di raccolta fondi cicliche, non esiste più il ciclo del fundraising e la piramide del donatore a progressione verticale. Non si ragiona più a cerchio ma a impulsi interconnessi che modificano e cambiano le distanze e le modalità.  Nel Linked Fundraising compaiono contemporaneamente elementi di fundrasing che solo pochi mesi fa sembravano distanti e distinti, e ora si interconnettono e amplificano le potenzialità di raccogliere fondi. 

Tutto questo è possibile grazie soprattutto al web, che integra tutte le potenzialità della comunicazione on line (costruzione semplice e immediata di pagine personali con foto, immagini, ecc.) e ai sistemi di pagamento on line. Questi 2 elementi messi insieme costituiscono la base per tutte le azioni di Linked Fundraising che si vogliono mettere in pista.

Per vedere concretamente cosa intendo per Linked Fundraising ho selezionato alcune tra le più interessanti case history del momento. Eccole:

  • immaginegiving.jpg http://www.parade.com/givingchallenge/nfg?source=pressAGC  una bella inziativa made in USA che mette a disposizione 500.000 dollari a favore delle organizzazioni che riceveranno più sostegno tramite il personal fundraising.Ecco come funziona: apri il tuo “personal fundraising badge” a favore di una charity, coinvolgi i tuoi amici, raccogli fondi e fai crescere le possibilità di ricevere il premio finale per la causa che hai sostenuto. Qui ci trovi contemporaneamente Personal Fundraising, CRM, Challenge fundraising, Media sponsorship.
  • immagineglobal-g.jpg http://www.globalgiving.com/index.html E’ un market place del nonprofit basato su sistemi democratici di social networking. Qui c’è nello stesso tempo social networking, CRM, fundraising on line. Il progetto è molto interessante per l’attenzione alla trasparenza e alla rendicontazione dei progetti sostenuti dai singoli donatori. C’è la garanzia di ottenere la restituzione della donazione se non si è soddisfatti delle iniziative portate avanti dalla onp sostenuta.    
  • immagine6.jpg http://www.sixdegrees.org/ Personal fundraising senza mezzi termini, oltre 1.200.000 dollari raccolti. E in più match giving e testimonial. Da vedere per la sua semplicità.
  • immagineyahoo.pnghttp://advision.webevents.yahoo.com/cybergiving2007/ Il sito di Bix lancia una gara per far scegliere ai visitatori le cause migliori da sotenere. Con grande successo. I link sono tra il personal fundraising, il social networking, il crm.
  • immaginefacebook.jpg http://apps.facebook.com/causes/about Come sfruttare il social networking per raccogliere fondi? Facebook ci dice come. E tra un po’ compariranno molti “link”.

E l’Italia? Per ora sta a guardare e avvia qualche timido tentativo, anche se basterebbe molto poco per fare decollare anche qui questa nuova strada della raccolta fondi!       

4 risposte a “LA GRANDE SFIDA DEL LINKED FUNDRAISING

  1. ciao francesco, bell’articolo. anche io concordo con la tua conclusione, basterebbe poco per far decollare anche la raccolta fondi in italia via web, anzi più che la raccolta fondi direi un modo di rendicotnare diverso dai soliti bilanci o certificazioni. pensiamo solamente al potenziale enorme dei blog, guardiamo quello di Paolo o prima ancora il blog occhiperlafrica, di comeraccontanto delle storie, fanno vedere foto, filmati. Quante organizzazioni nonprofit hanno storie da raccontare, da far vedere, di cui parlare ai donatori o a potenziali donatori? Credo tantissime. Se intanto si partisse dai blog sarebbe già un primo passo. ciao

  2. Il post è davvero fantastico, forse secondo solo a quello sulla trasparenza… ma su quel “poco” non sono del tutto concorde (probabilmente solo perchè intediamo il “decollo” in maniera diversa)… penso che non ci voglia molto a far sì che i risultati della raccolta via web in Italia abbiano numeri molto più interessanti ma da qui a far sì che diventi una fonte primaria di introiti secondo me la strada è ancora lunga. Come sai io sarei il primo ad essere lieto di un mercato delle donazioni on-line in salute (meno costi, più possibilità di azione, volendo anche più trasparenza) ma per il momento credo che vada benissimo la sperimentazione ed il presidio dell’area ma sia ancora presto per i “grossi ” investimenti…

  3. grazie dei commenti!
    Per Daniele: che la strada sia lunga perchè il fundraising on line diventi in Italia una fonte primaria di raccolta fondi concordo, ma resto convinto che l’accellerazione sarà geometrica nel momento in cui anche qui potremo utilizzare tutti gli strumenti del personal fundraising in italiano.
    Per Francesco S.: sono assolutamento d’accordo, il blog è uno strumento molto potente, specie se indirizzato al donatore e al potere del racconto, delle storie più che all’autoreferenzialità. Ne ho scritto qui https://quistelliblog.wordpress.com/2007/11/06/fundraising-on-line-3-blog-fundraising-20-e-media/
    Ciao e a presto!

  4. Pingback: FUNDRAISING ONLINE quante novità! « FARE FUNDRAISING

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