Un giorno andai in casa di una persona molto povera, un vecchio signore che viveva in un monolocale in zona Certosa a Milano. Avevo 12 anni ed ero lì con altri compagni di oratorio e un volontario più grande che ci accompagnava. Dovevamo ripulire tutta la casa, buttare via il vecchio materasso, portare in casa quello nuovo, occuparci di rimettere a posto la dispensa, mettere in ordine l’armadio, lavare il bagno, la cucina e controllare che tutta la casa alla fine fosse di nuovo vivibile.
Non ricordo il nome di quel signore e nemmeno perchè fossimo proprio lì da lui, ma non ha molta importanza. Questa semplice esperienza di volontariato, vissuta insieme ad altre persone, la porto nel mio cuore da sempre. Ed è l’esperienza del dono, di dare all’altro, il piacere e la gioia che questa esperienza mi ha dato che fa si che il ricordo non scompaia. E ogni volta che mi capita di donare e donarmi quella sensazione ritorna, come se il tempo si fosse fermato.
Questo per me è il fundraising. Convincere le persone a donare per una causa sociale, far sì che il dono possa cambiare le cose, garantire la sostenibilità di una causa sociale. E il dono può essere denaro, tempo, beni, servizi, coinvolgimento, fedeltà, … Il fundraising non è una questione di denaro, è una questione di cuore. Ma per funzionare ha bisogno di tecnica, di studio, di professionalità oltre che di passione. Perchè affinchè il fundraising sia efficace bisogna affidarsi al marketing, alla comunicazione, alla creatività, alle regole del gioco (del mercato).
La definizione di fundraising che condivido di più è quella di Henry Rosso “Il fund raising non è la scienza della raccolta dei fondi ma è la scienza della sostenibilità finanziaria di una causa sociale. Esso è un mezzo e non un fine … la pratica del fundraising è influenzata dallo spirito filantropico: la donazione non è una elemosina né una tassa, ma il frutto di uno scambio volontario tra soggetti che condividono un medesimo obiettivo. Pertanto, il dominio del fundraising è la persuasione e il convincimento, piuttosto che la coercizione e la pressione.”
Grazie a questo blog recentemente mi sono imbattuto in tanti fundraiser appassionati, italiani e stranieri, desidero riportare una breve testimonianza di Gayle, una fundraiser di San Francisco davvero coinvolgente. Lei scrive:
“At the age of six, I had my first taste of fundraising — hosting a Muscular Dystrophy Association Carnival, complete with pin the tail on the donkey and water balloon toss. Now, years later, I continue to help agencies and their good causes by inspiring the joy of giving as a professional Fundraising Counselor… Fundraising is one of the most effective tools we have for fostering social change. Fundraising efforts connect people with the causes they care about, transforming the lives of individuals and communities around us. Because of this, I am blessed to be able to say “I love my job.”
E’ davvero bello condividere la stessa passione per un lavoro eccezionale, a migliaia di chilometri di distanza. E’ la stessa passione che leggo negli occhi di tanti fundraiser che ho incontrato e incontro ogni giorno. We love our job!
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