LE 10 AZIONI DI SUCCESSO PER UN FUNDRAISING DAVVERO DINAMICO

Quanto sono “dinamiche” le organizzazioni nonprofit in italia?
Sono assolutamente convinto che maggiore è il “dinamismo positivo” migliore è la capacità di raccogliere fondi. Pensate a quando un’associazione ha iniziato ad avere successo nel fundraising. Come mai? Perché? E perché magari adesso non è più così brillante? O come mai riesce a crescere costantemente?  Chissà quante organizzazioni ci saranno venute in mente (oltre alla propria)…

Ecco qualche suggerimento per essere Fundraising Dynamic!

I 5 fattori critici di successo per essere dinamici:

  1. la costante volontà di innovare i propri processi di fundraising, rendendoli sempre migliori e più efficaci.
  2. La capacità di adattamento dello staff a un continuo cambiamento. Kai zen e formazione e selezione.
  3. La formazione di una cultura interna sulla raccolta fondi.
  4. Essere propensi al rischio.
  5. Essere veloci nel decidere e nell’analizzare.

I 5 fattori critici per l’insuccesso:

  1. La convinzione che non si può migliorare più di tanto. Finchè la barca va….
  2. Il lavoro a compartimenti stagni. La scarsa formazione e aggiornamento dello staff.
  3. Ritenere che per raccogliere fondi non si debba investire.
  4. Il non coinvolgimento di tutta l’organizzazione nei processi di fundraising.
  5. La paura

Ora, quanto è dinamica la tua organizzazione? Come possiamo attivare i 5 fattori di successo ed evitare i 5 fattori di insuccesso?

LE 10 AZIONI POSITIVE

  1. Be Strategic
    Il pensiero strategico ci spinge ad avere una visione di lungo termine delle nostre attività e non gestire solo gli aspetti tattici e di breve periodo. E’ un esercizio mentale al quale si devono allenare tutti, in particolar modo chi è responsabile delle scelte e coordina un’ufficio di raccolta fondi. in questo post molti consigli pratici su come avere un approccio strategico al fundraising http://quistelliblog.wordpress.com/2012/06/15/10-strumenti-per-fare-strategia-e-innovazione-nel-fundraising/
  2. Kai zen!
    Potreste usare questa frase anche quando siete arrabbiati, ma in realtà significa “costante miglioramento”. Un approccio organizzativo fondamentale tale per cui tutto è costantemente migliorabile, mutevole, perfettibile. In questo caso conoscere i fondamenti del “change management” può essere molto importante e stimolante. Il change management ha l’obiettivo di governare i processi di cambiamento all’interno di un’organizzazione: dallo stadio di “scongelamento” a quello di “transizione” e “ricongelamento”. Ogni azione va spiegata e presuppone una controreazione che va prevista e governata. Il modello ADKAR è un valido strumento da utilizzare:

    1. Awareness [consapevolezza] – spiegare perché è necessario cambiare
    2. Desire [desiderio/determinazione] – attivare l’adesione proattiva delle persone coinvolte
    3. Knowledge [conoscenza (pratica)]– come attuare il cambiamento
    4. Ability [attitudine] – costruire i nuovi profili e i nuovi comportamenti
    5. Reinforcement [sostegno] – sostenere/consolidare il cambiamento
  3. Stanali tutti!
    Non lasciare nessuno indietro…Tutti vanno coinvolti nelle attività di fundraising, direttamente o indirettamente. Per “indirettamente” intendo la necessità che la cultura della raccolta fondi sia presente a tutti i livelli dell’organizzazione, che sia parte integrante del sistema. Promuovere internamente il “fundraising” è la prima campagna che si deve pianificare. Ogni anno. Tu ce l’hai una campagna attiva che coinvolge il board, i progettisti, gli amministrativi, i volontari, …?
  4. Risk appetite!
    Chi si fa spaventare da una nuvola non si mette in viaggio. Non accontentarsi nonostante la naturale tendenza alla conservazione.  è un elemento fondamentale per non restare indietro. Ti ricordi quando hai tolto le rotelle dalla bicicletta? Ecco…
  5. Tools, please!
    Per essere dinamici bisogna poter decidere con cognizione di causa. E quindi dotarsi di strumenti analitici, indicatori di performance, data base dinamici. Senza siamo al buio, senza bussola, in un bosco…
  6. Modeling
    Copiare, per migliorare. Sapere e studiare costantemente cosa fanno gli altri può essere di grande aiuto e stimolo. L’analisi periodica dei competitors e uno studio di benchmarking sono gli strumenti adatti.
  7. Permanente, sì grazie.  La Formazione (e prima ancora una buona selezione) creano staff dinamici, abituati al cambiamento, anzi fautori del cambiamento stesso. Una job evaluation annuale e un piano di formazione dedicato (anche se siete in 2 in staff!) è molto utile. Qui di lato, nella sezione formazione, un po’ di link utili.
  8. Botte piena e moglie ubriaca.
    Fare fundraising significa investire nel fundraising. Non intendo solo “soldi” in campagne di raccolta fondi. Ma su tutto il processo: sullo staff, sugli strumenti, sulle attività. E spesso  un buono staff necessità di risorse limitate per ottenere grandi risultati, viceversa… Non ho mai visto un’associazione dinamica senza persone motivate e competenti al proprio interno. E non ho mai visto un’associazione crescere nel tempo senza dedicare una parte dei propri fondi al fundraising.
  9. “We” have a dream.
    La missione dell’organizzazione è il punto di partenza e di arrivo. Tutto qui. C’è qualcosa di più motivante per essere dinamici e propensi a fare sempre meglio e di più? Fare sempre meglio fundraising non ci aiuta a vendere più dentifricio ma significa salvare più vite umane, migliorare l’ambiente, sostenere chi ha più bisogno, sconfiggere il cancro, aiutare i bambini più deboli… Non ci si può sedere!
  10. Help…please! Tutti hanno bisogno di aiuto, per mancanza di tempo o perchè non si può essere i migliori in tutto. Selezionare e chiedere supporto a professionisti e agenzie specializzate può essere una soluzione sia tattica che strategica. Pro bono o no, l’importante è pretendere sempre il massimo e scegliere il meglio.

Insomma, l’essere dinamici nel fundraising è davvero importante, e si può fare! Tu cosa ne pensi?

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2 risposte a “LE 10 AZIONI DI SUCCESSO PER UN FUNDRAISING DAVVERO DINAMICO

  1. Complimenti, un post veramente utile. Lo rileggo con calma e cerco di metterlo in pratica… Danke

  2. Pingback: LE 10 AZIONI DI SUCCESSO PER UN FUNDRAISING DAVVERO DINAMICO | noprofit blackboard

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