FREE FUNDRAISING! Appello speciale 2012

2012…sono convinto che sia giunto il momento di lanciare un segnale importante per liberare il mondo del fundraising italiano dai poteri occulti…

Una campagna medatica, di sensibilizzazione e di pressione, che liberi le energie, le potenzialità, gli strumenti di fundraising da vecchi veti, leggi obsolete, regolamenti incomprensibili, policy inapplicate, giungle interpretative e misteri occulti paranormali. Insomma…. FREE FUNDRAISING!

  • Non credete sia giunto il momento di poter avere il proprio numero permanente di SMS solidale per poter ricevere sempre donazioni via SMS? In UK è già così! http://www.vodafone.co.uk/vodafone-uk/about-us/just-text-giving/just-text-giving-for-charities/
  • Non pensate sia giusto poter pianificare regolarmente le proprie campagne sociali sulla RAI basandosi su regolamenti chiari e applicabili?
  • Volete conoscere gli indirizzi dei vostri donatori che utilizzano il bonifico bancario per sostenere la vostra causa?
  • Credete sia vessatorio considerare il CRM (cause related marketing) come attività commerciale?
  • Volete poter ricevere i nominativi e gli indirizzi di chi destina il 5×1000 alla vostra organizzazione? (il suo nome può essere comunicato alla onlus che ha scelto di sostenere inserendo un’opzione in tal senso che il contribuente può barrare direttamente sul 730)
  • Pensate sia giusto poter ricevere donazioni online anche tramite bancomat? 
  • Volete che anche l’Italia possa finalmente avere una piattaforma come CAUSES http://www.causes.com/ per poter far crescere il personal fundraising? E non miriadi di progetti tutti falliti? (perchè non hanno chiesto prima alle organizzazioni come farli…).
  • …e adesso inserisci TU nei commenti cosa dovrebbe entrare a far della campagna FREE FUNDRAISING!

Se l’idea ti sembra interessante, se fai il fundraiser, se sei parte di un’organizzazione non profit che fa fundraising, se sei un professore di Forlì che coordina un Master, se sei veneto e fai il presidente di un’associazione italiana di fundraiser…se dirigi un settimanale che inizia per Vi….se fai il direttore creativo di un’agenzia di advertising…se il nome della tua agenzia è /…ne discutiamo? ;-) 

Del resto ci serve…definire gli obiettivi in modo semplice e chiaro, una bella campagna, molti aderenti, un bel sito, un partner media e rompere adeguatamente le scatole…

STOP!

PS: il Fundraising è una faccenda seria per il futuro del nostro Paese. (Anche) dal fundraising dipende la sostenibilità della nostra società civile, il futuro della nostra comunità, dei nostri figli. Per questo “liberare” il fundraising è una battaglia di civiltà estremamente seria. Da vincere. Punto su punto.

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17 risposte a “FREE FUNDRAISING! Appello speciale 2012

  1. Pingback: passione non profit » mettici il cuore » FREE FUNDRAISING! Appello speciale 2012

  2. Caro Francesco. Poche e sentite parole. COsa dire? Perfetto
    1 SI così com’è
    2 SI e aggiungo. Niente rimbalzi tra Rai che aspetta l’OK delle compagnie telefoniche e compagnie che aspettano l’OK della RAI (nel senso di avere un piano media valido tanto da poter acquisire il n. di SMS. Con questo rimbalzo si rischia da matti. Ad una organizzazione è successo di avere un ok entusiastico ma informale dalla RAI (Segretariato Sociale) e su questo ottenuto ccon una fatica enorme l’SMS per poi tornare dalla RAI e sapere che per motivi sconosciuto la proposta della Associazione non è passata. LA ragione poi si è capita: precedenza alle grandi organizzaizoni e a quelle che stanno simpatiche al capo del palinsesto. Così il segretariato sociale rischia di essere una presa per i fondelli. Un mercato semi-bloccato come quello di tanti ordini professionali…..
    3 – SI così come è
    4 – Nn ho capito bene. vessatorio per chi? Direi che si potrebbe almeno parzialmente decommercializzarlo, ma a patto che sia tutto chiaro il passagio dei soldi tra consumatore, azienda e organizzazione. Perchè in alcuni casi il passaggio di soldi alla organizzazione non è commisurato al vantaggio commerciale della azienda (vendere pià pezzi o a nuovi target oppure pubblicizzarlo meglio). Per cui su questo ci andrei cauto. Il principio però mi sembra giusto. Dal punto di vista del fisco effettivamente qualche dubbio gistificato mi sembra esserci. Certamente però la parte che va alle organizzazioni deve essere configurata come non commerciale (donazione) e quindi non comportare per l’associazione una attivitò commerciale verso l’azienda. COmuqnue questo è il punto dove uno studio tecnico fiscale sarebbe necessario,
    5 – SI così come è
    6 – SI. Ma qui c’è la questione che riguarda anche gli altri mezzi del costo delle transazioni: Carta, Bonifico, ecc….. ANche questa v affrontata con gli istituti di credito e i gestori di transazioni per trovare un accordo quadro.
    7 – SI, ma questo però sta al mondo non profit e del fund raising. Non c’è niente da rivendicare a nessuno. C’è che certe cose per funzionare bene deve essere fatto con le orgnaizzaizoni e pensato con loro. Avevo già avvertito il rischio di buttarsi su una moda senza tenere conto del suo pinao reale di sviluppo e sostenibilità. Inoltre questa pletora di piattaforme non fa che svilire in tempoi rapidissimo il mezzo.
    Personalmente sono daccordo su questa idea. E sono daccordo che vada fatta con i soggetti che richiami alla fine. Disponibilissimi a parlarne e passare dal dire al fare. Ma direi che il posto giusto è Assif.

    Sul Ps nulla da aggiungere se non che il fund riasing non serve a sostenere la società civile ma ormai è chiaro, è una economia senza la quale non si fa pià welfare nè bnei paesi occidentali nè in quelli in via di sviluppo. Direi che quello è un punto sul quale noi rompiamo le scatole almeno da 4 anni: non è una tecnica e dei trucchi per fare soldi ma un vero e proprio strumento economico democratico e libero.. E adesso tutti pensano che questo sia il vero senso del fund riasing. CIò mi piace.

    tienici aggiornati

  3. Concordo su tutti i tuoi punti Francesco. Però vorrei che non fossero solo le persone, i master, le scuole, la rivista ad aderire: servono le onp, ong, onlus e le mille sigle del nonprofit, i consigli di amministrazione di queste, le grandi e le piccole realtà.

  4. Caro Francesco,
    come non essere d’accordo? Soprattutto su questo ultimo punto: non si può pensare di creare una rete a supporto delle organizzazioni non profit…senza le organizzazioni.
    uidu (http://www.uidu.org) nasce esattamente sulle e con le organizzazioni, e di loro vuol essere abitato: che possa diventare con il sostegno di tutti una vera piattaforma per raggiungere un pò degli obiettivi che proponi?
    Che ne pensi?
    Andrea (uidu.org)

  5. Organizzazioni di priso secondo e terzo livello? Sveglia!!

  6. Caro Francesco, totalmente d’accordo. Come dice Francesco (l’altro) la polverizzazione e lo scollamento creano un panorama frammentato dove a risaltare è il dettaglio che non rimanda al tutto. Viviamo una esistenza da buone anime ininfluenti, fondanti perchè necessari ma accessori rispetto al vissuto delle buone cause. Non è nostalgia di lobby ma senza identità precise è difficile ottenere qualsiasi certificato di residenza.

  7. Io punterei esclusivamente sul punto 1. Non credete sia giunto il momento di poter avere il proprio numero permanente di SMS solidale per poter ricevere sempre donazioni via SMS? In UK è già così! http://www.vodafone.co.uk/vodafone-uk/about-us/just-text-giving/just-text-giving-for-charities/
    Sono d’accordo. se posso essere utile fammi sapere come. Ciao

  8. Caro Francesco, da fundraiser emigrante, sai che non posso che essere d’accordo. Mi sembra, tuttavia, che una campagna debba anche incorporare una maggiore dignita’ e quindi anche liberta’ ai “donatori”. Sono loro in forndo gli azionisti. Se continuiamo a trattarli come bancomat, a non coinvolgerli sulle nostre cause e risultati, a trattare le imprese e i grandi donatori come Belzebu (cfr. Della Valle) c’e’ poco da essere liberi come fundraiser. I fundraisers devono essere liberi ma anche aprire alla trasparenza di come fanno fundraising. Nel bene o nel male.

  9. giampietro losapio

    Grande idea, francesco. Aggiungerei:
    – pensate sia giusto avere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei fundraisers e degli
    Staff loro affidati?
    – pensate sia giusto avere una banca dati accessibile e democraticamente gestita degli spazi adv concessi gratuitamente dalle agenzie?
    – pensate sia giusto regionalizzare il 50 per cento del flusso del 5 per 1000 perché sia sottratto allo strapotere delle grandi organizzazioni e sia + fedele al principio di sussidiarietà fiscale che lo ispirò?

    – pensate sia giunto il momento di campagne CRM

  10. giampietro losapio

    Grande idea, francesco. Liberare il fundraising dai lacci e i vincoli piu o meno occulti che ne fanno un “mercato” bloccato e viziato di oligopatie. Quindi, aggiungerei qualcosina che scrosti le nostre sacche di privilegi per pochi: – pensate sia giusto avere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei fundraisers e degli Staff loro affidati? – pensate sia giusto avere una banca dati accessibile e democraticamente gestita degli spazi adv concessi gratuitamente dalle agenzie? – pensate sia giusto regionalizzare il 50 per cento del flusso del 5 per 1000, ove esistente, perché sia sottratto allo strapotere delle grandi organizzazioni e sia + fedele al principio di sussidiarietà fiscale che lo ispirò? – pensate sia giunto il momento di promuovere campagne di CRM e CSR tra piccole e grandi non profitit?

  11. Pingback: Manifesto per un non-profit responsabile « Fundraising Now!

  12. Caro Francesco, non posso che essere d’accordo sui temi che riporti (anche se io l’sms solidale così com’è lo eliminerei proprio) e ovviamente sono pronto a farci campagna. Ma mi sembra che questo non-profit non sia abbastanza maturo per fare campagne di questo tipo. Per farle dovrebbe diventare realmente maturo, assumersi delle responsabilità, mettersi in gioco in maniera trasparente. Il modo in cui è stato portato avanti il tavolo di lavoro sulle tariffe postali, la mancanza di coordinamenti di secondo livello che affrontino i nodi sistemici del terzo settore, la mancanza di ricambio nella classe dirigente di questo settore (oltre che del paese), il proliferare di proposte e idee che non ci prendono mai in considerazione, anche se ci riguardano, le idee che del non-profit circolano, in un senso e nell’altro, nei tavoli con uomini e donne di impresa, non sono segnali incoraggianti e mi fanno pensare che la soluzione stia innanzitutto nel non-profit non nei nostri interlocutori. Ecco perché mi sono permesso di rispondere con un manifesto per la Responsabilità del non-profit: http://fundraisingnow.wordpress.com/2012/01/25/manifesto-per-un-non-profit-responsabile/.

    Non riguarda strettamente il fundraising, ma non possiamo far finta di vivere sulla luna: se non si risolvono anche i nodi strutturali del terzo settore, non riusciremo mai a fare in questo paese raccolta fondi in maniera seria e libera.

    Un abbraccio

  13. Ciao Francesco, che bel post che hai fatto, complimenti. FREE FUNDRAISING è un bel monito. Io da poco mi occupo di raccolta fondi e sono mesi che ogni giorno navigo, cerco, discuto e mi informo su questa attività. Ho trovato il tuo articolo davvero illuminante, inoltre tutti i commenti ricevuti e il post-risposta di Paolo “Manifesto per un nonprofit responsabile” sanciscono la forte determinazione nel collaborare a questa grande idea ..”ad una battaglia di civiltà estremamente seria”. Ancora complimenti.

  14. Pingback: passione non profit » mettici il cuore » Manifesto per un non-profit responsabile

  15. Pingback: Manifesto per un non-profit responsabile | passione non profit

  16. Pingback: Nonprofit responsabile ecco il manifesto

  17. ho letto il tuo blog e lo trovo molto interessante.
    La mia società di comunicazione, YOYO, sta per lanciare un progetto di fundraising mobile. Su http://www.you-give.it troverai un approfondimento.
    Potrebbe essere un piccolo contributo al miglioramento del sistema fundraising. No?

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