
Con questo post, uscirò un po’ fuori tema…ma neanche troppo, visto che considero il fundraising un’attività che impatta direttamente sulla ricchezza e il futuro di un Paese: sul capitale sociale, sul capitale umano, sul welfare.
Ieri sera ho avuto l’opportunità di partecipare a un incontro con l’amm. delegato delle Ferrovie, l’ing. Moretti. Dico subito che ero molto prevenuto e carico di energia negativa verso le FS…e invece…Ho scoperto una persona appassionata, capace di ammettere ed evidenziare i problemi (ritardi, pulizia, appalti, …) ma anche di presentare soluzioni concrete. Una persona con una visone chiara dell’azienda e del Paese/sistema Italia. Un manger che è stato in grado di trasmettere una ventata di aria fresca, di energia positiva, di voglia vera di cambiare le cose…e se riesce a cambiare le Ferrovie delllo Stato, c’è davvero speranza!
Dopo tanto tempo passato a valutare negativamente la leadership italiana (politica, economica, mediatica), ho avuto un fremito di speranza… E allora vi sottopongo questa domanda:
L’ITALIA E’ UN PAESE FINITO O NO? Vi chiedo di esprimere 3 ragioni per il “sì, è finito, facciamoci annettere dalla Svizzera che è meglio” e 3 per il “no, non voglio mangiare emmenthal tutta la vita, possiamo competere ancora a livello globale”. Ecco le mie 3 ragioni:
Sì, è finito:
1. La politica e la burocrazia, lo statalismo, il corporativismo, immobilizza drammaticamente il Paese.
2. L’Italiano non rispetta le regole (tutti siamo più furbi dei furbi) e lo Stato non le fa rispettare (controllo del territorio, magistratura, impunità, ecc.). E la Mafia Spa è l’azienda più grande d’Italia.
3. I giovani italiani sono depressi/oppressi e il Paese continua a dire che “ama piangersi addosso”…e lo fa sul serio!
No, non è finito
1. L’italia è (ancora) capace di generare creatività e soluzioni innovative su tutti i fronti
2. Il patrimonio culturale, artistico, paesaggistico italiano è inestimabile, senza eguali al mondo
3. Non abbiamo più alternative, quindi questa crisi senza precedenti è un’opportunità senza precedenti e le nuove generazioni sono chiamate ad agire subito.
E il fundraising in tutto questo? Dare sostenibilità finanziaria a un settore, il nonprofit, che ha un ruolo centrale in tutte e 3 le ragioni del “no, l’Italia non è finita”, perchè può generare capitale umano e sociale che è alla base di ogni risposta al cambiamento e alla competitività nazionale, vi sembra poco? Formazione, partecipazione, cultura sociale, resposnabilità civile, welfare society…passano tutte dal nonprofit, e dal fundraising.
Che ne dite?




Uao che domandona accidenti, ora ci penso ben bene e poi rispondo con la dovuta calma. grazie per aver posto questa domanda, non è da poco neppure per il fundraising.
Da: francesco su 8 Luglio 2008
alle 6:20 pm
Si, è finito perchè:
1 – la meritocrazia non esiste se non in rari casi
2 – il campanilismo impera in ogni campo
3 – ci si fida “dell’amico di…” che ti aiuta sempre
No, non è finito perchè:
1 – mi fido degli amici
2 – ci sono nicchie virtuose
3 – la gente si è rotta le scatole veramente
Da: francesco su 9 Luglio 2008
alle 5:59 am
Ciao Ammiraglio, parto subito ringraziandoti per la domanda e complimentandomi per l’idea di proporre questo tema anche nel nostro “mondo”… e poi vado a rispondere:
Sì, è finito perchè:
1. gli italiani non si sentono cittadini
2. un popolo che non legge, non si informa, non partecipa è un popolo che non è in grado di scegliere i propri leader
3. abbiamo una classe politica (senza distinzione di schieramento) ben oltre il limite del ridicolo e, purtroppo, è estremamente rappresentativa del Paese.
No, non è finito perchè:
1. al peggio deve esserci pure un limite
2. di solito quando raschiamo il fondo riusciamo a dare un colpo di reni
3. esiste una minoranza di persone che hanno voglia, energia, passione e forse un giorno riusciranno a fare la differenza
Aggiungo una ragione per tagliare le gambe agli speranzosi: gli svizzeri non sono così cretini da prendersi sul gobbone un Paese che, per quanto bello, è abitato così “male”
A presto!,
P.S. spero che nessuno si scandalizzi per la mia apertura facendoti un complimento visto che, ce ne faremo anche tanti, ma non mi pare che siano il motivo per cui esistono i nostri blog (piccola polemica con Professionetica, giusto per non smentirmi).
Da: Daniele Fusi su 9 Luglio 2008
alle 6:37 am
Beh, cia a tutti…
è un pò che non scrivo am questa topic (è giusto?) è interesante:
SI E’ UN PAESE FINITO?
1) vedo in giro troppo individualismo, a partire dai giovani che hanno perso anche molto rispetto per le cose e per le persone. Di conseguenza fatalisti (se non frego io, lo fa un altro) e poco disposti all’impegno in prima persona
2) ci sono troppi bambini abbandonati, senza guida e senza buoni esempi da partre degli adulti
3) perchè davvero i nostri politici (anche se purtroppo siamo noi ad eleggerli… ma ditemi se devi scegliere tra uno di cui non ti fidi, uno che dice fregnacce e uno troppo compromesso… che scelta è?) sembrano non avere a cuore il bene del paese e il motivo oper cui hanno inziato le loro “battaglie”… troppi compromessi per arrviare e poco coraggio una volta arrivati…
NO, CE LA POSSIMAO FARE
1) siamo talmente un pot pourri di cose, ideali, importazioni, fantasia e contraddizioni che non possiamo non venirne fuori
2) perchè ci sono ancora tante e tante persone che si impegnano per un futuro e un mondo migliore
3) perchè essite il confronto e finchè potremo confrontarci e crescere ci sarà una speranza
Da: Gennaro Mallardo su 9 Luglio 2008
alle 1:50 pm
è finito perché:
1) non c’è senso della cosa pubblica. Lo stato non è qualcosa di cui sentirsi parte, ma un altro soggetto da fregare.
” Non chiederti quel che il tuo paese può fare per te, ma quel che puoi fare per il tuo paese”.
Da noi avrebbero preso kennedy per fesso.
2) non c’è senso etico: non solo i disonesti vincono, ma la disonestà, ma il loro comportamento è socialmente accettato.
es. Valentino Rossi in un paese normale, anche se un bravo pilota, sarebbe fischiato da tutti, perchè non ha ancora versato 90 milioni (!!!!!!!!) nelle casse dello stato. da noi è “un bravo ragazzo” e siccome sa guidare bene gli danno una laurea in… comunicazione?! e nessuno si scandalizza.
3) il paese è fermo, lento. se porti le novità, sei quasi un criminale.
ma secondo me ce la potremo fare perchè.
1) ce l’abbiamo sempre fatta. non prendetela come una battuta. abbiamo passato le più grandi tragedie e dominazioni. e siamo sempre risorti.
2) il nostro modello culturale non è tutto da buttare via: vorreste davvero vivere on la frenesia giapponese o mangiare all’americana?
3)arte, musica, letteratura, capacità di arrangiarsi sempre e comunque: le nostre eccellenze.
si, ne sono sicuro, alla fine non siamo un paese finito!
Da: albertoghione su 9 Luglio 2008
alle 4:29 pm
gran post Francesco (da grande marchettaro quale sei), doveroso visto che il nostro ruolo di fundraiser credo sia anche quello di promuovere il cambiamento sociale.
Gioco anche io al gioco (sotto minaccia, signor giudice!):
è un paese finito
1) perché non c’è senso di cittadinanza, lo spirito di comunità esiste solo nella sua versione arcaica dello spirito clanico e il senso di responsabilità individuale non appartiene tradizionalmente alla nostra cultura (odio essere d’accordo con il Fusi!! che poi dicono che ci si fa troppi complimenti
); Il nostro provincialismo è il risultato di tutto questo.
2) siamo un paese vecchio, che non premia il merito e punisce quando può l’innovazione e vive una lunga fase di depressione lamentosa (che inizia di solito con: ma l’Italia non è l’America… non è l’Inghilterra… non è la Thailandia!!)
3) siamo un paese ingessato dai monopoli, quelli grandi di cui tutti parliamo, e quelli piccoli, di casta, professionali, politici, ecc.
non è un paese finito:
1) perché siamo un paese in cui ci sono punte di eccellenza notevoli, nel profit come nel non profit. E finché ci sono c’è la speranza che lo spirito emulativo ci risollevi;
2) siamo un paese in cui una minoranza (sparuta) mostra una gran voglia di cambiamento, quello reale, che non ha bisogno di proclami ideologici o di nemici da abbattere, ma si misura sui problemi reali del paese e agisce. E’ da qui che potrà venire qualcosa di buono, anche di molto buono;
3) fortunatamente viviamo in un contesto globalizzato: questo fa crollare le rendite di posizione, ma introduce anche aria nuova nel paese e rende più facili le contaminazioni.
Più che un paese finito, direi che siamo solo qualcosa in meno di quello che le nostre dimensioni, la nostra storia e la nostra posizione (in un mondo che cambia continuamente baricentro) ci consentono di essere. Abbiamo le risorse per fare molto meglio, ma torniamo con i piedi per terra: non siamo caput mundi da un bel po’ (e non lo eravamo neanche quando ci attribuivamo questa qualifica).
ps.: leggere questo post mentre sto divorando forces for good è un fantastico incrocio del destino… ancora grazie fra!
Da: paolo.ferrara su 9 Luglio 2008
alle 7:20 pm
Sollecitata dal capo…mi appresto anch’io allo sfogo su questo triste e vecchio Paese.
E’ finito perchè:
1. E’ un Paese di vecchi, vecchi i grandi manager, vecchi i politici, vecchi gli insegnanti. E i giovani, invecchiano prima di diventare adulti!
2. E’ finito perchè l’indifferenza ci ha resi ciechi, impassibili, di fronte alle più terribili ingiustizie, alle più ignobili bassezze, dei nostri politici, dei nostri vicini di casa, dei nostri concittadini.
3. E’ finito perchè siamo il Paese dei divieti, ma nessuno rispetta le regole: no al voto agli stranieri, no al riconscimento delle coppie di fatto, no alla moschea a milano, e poi pretendiamo un posto in prima fila in Europa?
Non è finito perchè:
1. Perchè al bimbo che porto in grembo voglio offrire la speranza di una vita serena, e mi impegnerò perchè la possa vivere davvero.
2. Perchè ho fiducia nei giovani dei movimenti contro le mafie, negli stranieri che hanno scelto l’Italia come il Paese dove far crescere i loro bambini, nei giovani italiani che hanno energia e voglia di fare.
3. Perchè dopo tanti delinquenti, incapaci, corrotti e ignoranti dovrà arrivare qualcuno che ci rappresenti davvero!
Da: Marta Medi su 11 Luglio 2008
alle 8:44 am
Sentire parlare ing Moretti mi ha fatto molto piacere. Un fanatstico oratore che ha parlato ” a barccio” per un’ora e mezza.
NO NON E’ FINITO.
Perchè no? Perchè ci sono ancora persone come l’ing Moretti che credono nei giovani e per questa fiducia dobbiamo andare avanti! Infatti l’ing Moretti lunedì sera scorso, oltre aver esposto il programma delle ferrovie dello stato, ha anche parlato del ruolo dei giovani…
Il piacere nel dirvi che ho incontrato tante persone come l’ing Moretti …. un esempio è ing Paolucci ( Microsoft) a tante altre persone che quotidianamente mi stanno accanto .
No, non è finito perchè siamo noi che saremo un giorno in grado di far andare avanti questo paese … e il nostro compito non è quello di cambiarlo o di stravolgerlo … ma è quello di creare alternative …
Credo che poter scegliere è importante e quindi avere alternative …
tutto qui .. forse vi sembrerà una risposta semplicistica oppure troppo utopistica … ma io ai sogni ci credo ancora …. credo al poter scegliere creando alternative !!!!
Da: Sara Bramani Araldi su 14 Luglio 2008
alle 11:55 am
salve blogger,
)
(+ o – spontanei
vi dirò, credo che il ns E’ un Paese finito perchè:
1) quando la gente lavora troppo, sorride poco! si dice che ridere fa bene al cuore (e non solo, aggiungo io), quindi per converso…
2) quando la gente lavora poco, sorride tanto… ma talmente tanto che non c’e’ nemmeno il tempo per ritirare l’immondizia, finire la salerno-reggio calabria etc etc… (scusate l’allusione alla geo-politica italiana… la mia è deformazione antropologica)
3) per questo punto riprendo un motivo utilizzato da daniele fusi di cui sopra: si, è un Paese finito perche un popolo che non legge, non si informa, non partecipa è un popolo che non è in grado di fare nulla…. soltanto vegetare e lamentarsi.
credo anche che il ns NON è un Paese finito perchè:
1) perche il mondo del non profit sta crescendo, e con esso anche le motivazioni che ti portano ad impegnarti con tutte le tue energie.
2) perche siamo un popolo mammone ma testardo… ci lamentiamo troppo ma quando ci girano…
3) perche prima o poi il monopolio mass mediatico dovrà pur terminare… (e meno che i ns posteri non assisteranno al primo caso di highlander)
un saluto a tutti…
PS: il prossimo post lo facciamo sulle 3 cose che vorremmo eliminare dal pianeta terra?
Da: christian ruggiero su 18 Luglio 2008
alle 3:14 pm
Salve a tutti. Entro anch’io con fare semiserio nella querelle.
Perchè lo Stivale è da buttare?:
1) Se nella Roma di Menenio Agrippa erano le mani che avevano smesso di lavorare per uno stomaco che appariva loro ozioso, nell’italia di oggi è la testa che sta smettendo di lavorare sia nel suo stato vigile e concreto, sia in quello deputato ai sogni, siamo ormai un paese che vive alla giornata senza traguardi da raggiungere.
2) Manca dunque un classe dirigente (culturale e imprenditorilale )che sia di stimolo e da esempio .
Siamo in mano ai Taricone ai Ricucci ai Fabrizio Corona…Manchiamo inoltre di un riferimento extraterritoriale, non molti anni addietro si guardava all’america come un esempio, oggi non abbiamo neppure quello, abbiamo perso la bussola.
3) Parafrasando un recente film uscito al cinema: “L’Italia è un paese per vecchi” perchè sia le scelte di marketing che quelle politiche guardano sempre più a questo bacino: economico da un lato in quanto in possesso di un potere di acquisto elevato, bacino elettorale dall’altro visto il considerevole peso demografico (ormai si parla solo di pensioni )
Perchè lo Stivale può tornare di moda?
1) Siamo nella comunità europea, finchè dura…
2) Abbiamo vinto la coppa del mondo, possiamo sempre fonderla e dare l’oro alla patria…
3) A parte le battute, possiamo e dobbiamo valorizare il capitale umano ( frenare la fuga dei cervelli ) e il patrimonio culturale. Il non profit può essere il driver per rimettere insieme le energie e consentire a questa “vecchia” locomotiva di ripartire.
Saluti
Da: Giuseppe su 20 Luglio 2008
alle 7:45 pm